The Social – Il prezzo della verità

Regia: Aaron Sorkin

Scrittura: Aaron Sorkin

Cast: Mikey Madison, Jeremy Allen White, Jeremy Strong, Bill Burr, Wunmi Mosaku, Billy Magnussen, Betty Gilpin

Durata: 1 ora e 52 minuti

Data di uscita italiana: 8 ottobre 2026

Titolo originale: The Social Reckoning

Data di uscita originale: 29 settembre 2026 (Curzon Mayfair Cinema)

Recensione bang bang

The Social – Il prezzo della verità è un film del 2026 scritto e diretto da Aaron Sorkin, sceneggiatore del precedente The Social Network del 2010. Si torna a parlare di Facebook e delle sue malandrinate e stavolta il focus è sui Facebook Files, documenti interni all’azienda che testimoniano come Facebook non sia riuscito a limitare (o non abbia voluto) i contenuti di disinformazione/odio/violenza sulla sua piattaforma.

Questa fuga di notizie è stata possibile solo grazie alla collaborazione tra Frances Haugen e Jeff Horwitz, rispettivamente la data-scientist di Facebook che ha fatto trapelare i dati (questa figura prende il nome di whistleblower) e il reporter che si è occupato di scrivere la serie di articoli di denuncia pubblicata dal The Wall Street Journal. La pellicola si concentra su queste due figure e sui vari eventi che hanno portato dal loro primo incontro alla redazione dei reportage.

Tanto per cominciare, il film è scorrevole e si fa seguire con piacere. Alcuni recensori hanno puntato il dito contro una regia un po’ basilare e povera ma io, al contrario, l’ho trovata priva di figate quel tanto che basta da mettere in piedi una sorta di documentario al contempo plausibile ed efficacemente romanzato. Gli attori principali Mickey Madison e Jeremy Allen White impersonificano, rispettivamente, Frances Haugen e Jeff Horwitz; ho trovato solide sia le loro recitazioni, che la chimica che si crea tra i due quando interagiscono. Nei panni di Mark Zuckerberg troviamo Jeremy Strong, il quale, nonostante la poca somiglianza, incarna molto bene la figura asettica e impassibile del CEO rettiliano.

Il sonoro fa il suo compitino e la fotografia cattura bene sia la “freddezza” delle vicende che si svolgono nella sede di Facebook, che il “calore” di quelle che riguardano tutto il ciclo di indagine, denuncia editoriale e ribellione. Gli aspetti tecnici che concernono la natura dell’algoritmo vengono spiegati in maniera semplificata e comprensibile e non mancano spunti di riflessione filosofici sul ruolo che hanno questi strumenti all’interno di un mondo sempre più digitalizzato.

Il trailer non è male ma è un po’ troppo esaltante. Che cazzo si sono fumati?

Anche se non so quanto siano realistiche le trasposizioni dei personaggi e con quanta fedeltà i fatti siano stati riportati, posso dire che quest’opera riesce nel suo intento principale: far capire quanto le grandi piattaforme siano disposte a permettere che odio, disinformazione e polarizzazione distruggano la coesione sociale pur di non rinunciare a engagement e business (e a dei gran bei dildi spigolosi nel culo, che a loro piacciono tanto).

Lo consiglio?

La validità di questo film sta nel suo intento di denuncia di un evento sconvolgente che ha riguardato un aspetto molto delicato della vita contemporanea, cioè quello dei social network. La visione non solo è piacevole, ma è anche una presa di coscienza di qualcosa che non si può più ignorare, pertanto la consiglio.

Link esterni

Articolo de Il Post sui Facebook Files →