The Invite – Il piacere è tutto nostro

Regia: Olivia Wilde

Scrittura: Will McCormak, Rashida Jones

Cast: Olivia Wilde, Seth Rogen, Penélope Cruz, Edward Norton

Durata: 1 ora e 47 minuti

Data di uscita italiana: 16 settembre 2026

Titolo originale: The Invite

Data di uscita originale: 24 gennaio 2026 (Sundance Film Festival)

Recensione bang bang

Valutereste di scopazzarvi i vicini del piano di sopra? Perché è proprio di questo che parla il film.

The Invite – Il piacere è tutto nostro è una sex comedy che vede i coniugi Joe e Angela (Seth Rogen e Olivia Wilde, che è anche la regista) invitare a cena i condomini Piña e Hawk (Penélope Cruz ed Edward Norton) senza minimamente immaginare che questi ultimi abbiano intenzione di invitarli a fare un’orgia con loro.

Il trailer è onesto e ben fatto:

Nonostante le premesse strampalate possano indurci a pensare di star per guardare un cinepanettone osè, quello che ci troviamo davanti agli occhi è un prodotto rispettoso dell’intelligenza dello spettatore e che convince dai primi minuti per impronta registica e ritmo e alla fine per la maturità con cui è stato trattato il tema.

La parola d’ordine è “essenzialità” nel senso che si usano poche cose ma lo si fa bene. Il cast è composto soltanto dai quattro attori citati e le quasi due ore di durata vengono gestite sapientemente per sviluppare i rapporti tra i personaggi senza mai annoiare. Fatta eccezione per la breve introduzione iniziale, tutta la vicenda ha luogo all’interno dell’appartamento dei protagonisti Joe e Angela e ciò ha permesso di mostrare una certa abilità nella gestione di stanze, arredi ed elementi riflettenti. Si gioca molto anche con inquadrature, angolazioni, disposizione dei personaggi nel fotogramma, simmetrie e distanze. La stessa fotografia è volutamente sporca e straniante e include spesso elementi sfocati in primo per togliere spazio e ariosità all’immagine; questo ci fa sentire stretti e nervosi, perfettamente in linea con l’umore conflittuale della coppia principale.

Il film è molto parlato e i dialoghi collaborano alla perfezione con musiche e comparto visivo dall’inizio alla fine. Le battute tra i personaggi sono ben gestite e riescono a dare tutte le informazioni che servono (situazione amorosa delle due coppie, passato dei protagonisti, intenti dei vicini…) seguendo un principio di causalità fluido, verosimile e mai forzato. Gli spiegoni sono pochi e brevi (sono spieghini) e compaiono solo in quei momenti in cui c’è vera necessità di delucidare certi temi a uno o più comprimari; sono, quindi, un elemento funzionale alla trama e non una soluzione utile solo per gli spettatori. Riprendendo il tema dell’essenzialità, la colonna sonora di Devonté Hynes (alias Blood Orange) è composta soltanto da archi e si fa sentire con tempismo perfetto ogni qualvolta la scena richeda un ritmo incalzante e di sottolineare comicità involontaria, tensione o senso di perdita di controllo.

Ecco un esempio:

Lo consiglio?

Ne apprezzerete la tecnica e l’elevata fattura registica, oltre alla sensibilità con cui è stato trattato l’argomento.

Link esterni

Vi lascio un paio di videorecensioni che mi sono piaciute.

Recensione di gerundiopresente blog →

Recensione di JeruS →

La prima metà del film ha un’impostazione abbastanza comica e vede la coppia protagonista battibeccare continuamente per qualsiasi cosa senza mai darsi minimo supporto o ascolto reciproco. È un incubo, ma serve per darci una solida panoramica di come è lo stato attuale del rapporto. Inoltre, vediamo i due vicini cercare di entrare sintonia con i corrispettivi del sesso opposto (noi spettatori sappiamo già il motivo); Hawk è impegnato a fare il giro della casa con Angela e a elogiare il suo gusto artistico e le sue capacità di arredo mentre Piña si apparta con Joe nel suo studio per parlare di musica e fare utilizzo non alieutico di canne (inalano aero-ganja).

L’inizio della seconda metà coincide con la rivelazione dei condomini di essere Chief Executive di ammucchiate pazze e il film prende questo argomento molto sul serio. Nessuna banalizzazione, né ilarità: i due parlano ai protagonisti del loro stile relazionale e spiegano loro che il loro mondo è fatto di consenso, comunicazione, libertà e assenza di giudizio. Saltano fuori anche i temi della gelosia e della compersione e chi ha scritto i dialoghi ha dimostrato di avere le idee chiare in materia.

Mr. & Mrs. ArredoMusic dimostrano subito interesse verso la cosa e questo mi ha stupito perché mi aspettavo una reazione basic del tipo “Non le vogliamo fare queste porcherie, brutti pervertiti malati”; dopo qualche minuto, si scopre che i due avevano già un flebile legame con gli ospiti: Angela aveva preso l’abitudine di uscire dal bagno e attraversare il corridoio nuda per farsi vedere da Hawk e a Joe cadeva sempre lo sguardo sulla scollatura di Piña quando la incontrava in ascensore (comportamenti che sono stati interpretati come segni di predisposizione nei loro confronti). Un’altra cosa che mi ha sorpreso è che, in seguito alla richiesta esplicita di compiere l’atto la notte stessa, marito e moglie si siano prima chiesti il reciproco consenso; mi sarei aspettato che qualcuno rispondesse “Eccerto!” senza tenere contro dei pareri dell’altro.

Com’era prevedibile, la cosa non è andata a buon fine. L’apertura si può tentare soltanto quando la coppia è serena e i suoi membri già sono capaci di provvedere a darsi/chiedersi quello di cui hanno bisogno; se risentimenti e aspettative mancate spingono a cercare in altri quello che si vorrebbe ottenere dal partner, mancano le premesse che rendono questa scelta un’arricchimento e non un ripiego. Come nella maggior parte dei casi di vita vera, solo l’aiuto di una figura professionale esterna (ricordo che il personaggio di Penélope Cruz è una sessuologa) ha potuto portare a galla i problemi e far capire che la loro risoluzione può essere conseguita solo in un clima di reciproca e spontanea empatia.