Spider-Man: Brand New Day

Regia: Destin Daniel Cretton

Scrittura: Chris McKenna, Erik Sommers

Cast: Tom Holland, Zendaya, Jacob Batalon, Jon Bernthal, Florence Pugh, Tramell Tillman, Marisa Tomei, Sadie Sink, Mark Ruffalo

Durata: 2 ore e 25 minuti

Data di uscita italiana: 29 luglio 2026

Titolo originale: Spider-Man: Brand New Day

Data di uscita originale: 31 luglio 2026

Recensione bang bang

Spider-Man: Brand New Day: ce la facciamo o non ce la facciamo? Stavolta ce la facciamo e usciamo dal cinema pensando che, finalmente, Marvel sta forse prendendo la strada giusta; mai più film che vi faranno pentire di non essere rimasti a casa a pulire lo schifo che si accumula sotto il lavello della lavanderia.

Sin dai primi minuti, questo quarto capitolo alza l’asticella e segna un bello stacco con il passato, principalmente per due motivi. Il primo è a livello narrativo: sono passati 3-4 anni da quando Dr. Strange ha lanciato l’incantesimino smemorino e Peter li ha passati solo. Non si è mai ricongiunto con il suo amico Ned e la sua amata MJ, Happy si è dimenticato della sua esistenza e Tony Stark e zia May non ci sono più; la sua identità da supereroe ha preso il sopravvento e questo permette di portare a schermo momenti di malinconia, dubbio e introspezione.

Il secondo motivo è qualcosa che ho sentito mancare nelle trasposizioni precedenti: la città di New York. Che goduria vedere Spidey dondolare tra grattacieli altissimi, tetti, travi sospese, strade sempre trafficate e marciapiedi pieni di persone che esultano alla vista del loro amichevole Spider-man di quartiere! La sensazione è di trovarsi davanti a un reebot 2.0 in due sensi: Tom Holland ha la possibilità di costruire una nuova origin story per il suo personaggio senza cambiare universo e cast e l’MCU corregge il tiro sostituendo in parte il suo stile scanzonato con le atmosfere serie, mature e introspettive della trilogia di Raimi.

Bene, tutto questo funziona come si deve per la prima mezzora, resiste a stento fino alla fine del primo tempo e va completamente a remengo nel secondo. Quello che sembrava un film su Spider-Man si conferma essere una puntata di una grande serie TV che deve per forza piazzare personaggi già noti, collegamenti con il meta e corsie di immissione autostradale per i prodotti che verranno in futuro. Marvel: la Herbalife cinematografica.

Nonostante il cambio di direzione, il secondo tempo procede in maniera molto classica, con il protagonista che sconfigge i cattivi, scene toccanti (alcune smielense, altre ben costruite) quando servono, combattimenti generalmente ben coreografati e un tema sonoro che, seppur un po’ anonimo, comincia a portare nella saga quel tocco di super-eroe con super-problemi.

Lo consiglio?

Il film è più che godibile. È pur sempre una marvelata, ci mancherebbe, ma ci sono scene d’azione di qualità, l’evoluzione dei personaggi non è troppo banale e il cambio di atmosfere migliora molto le cose. Vi salva da una serata di noia e vi fa tornare a casa con la speranza di vedere episodi sempre migliori.