Ragionamento ideale e ragionamento pratico

Introduzione

Per capire cosa andrò a dire in questo articolo, vi invito a guardare anche solo qualche minuto del dibattitino tra Giorgio Cremaschi e Michele Boldrin sul tema del capitalismo. Simpatie politiche a parte, c’è una cosa che è innegabile e rende questo confronto inconcludente: i due non parlano la stessa lingua.

Per avvalorare la mia tesi, vi riporto cosa ci siamo detti ieri io e un tizio che ho incontrato per strada.

GV: Signor Einstein, cosa ne pensa della religione?

Atomico Biondo: Credo che la religione sia essenziale alla vita umana. Si pensa che la conoscenza sia nemica della fede e, dove l’una cresce, l’altra ne esca indebolita (e viceversa). Io, al contrario, reputo che non siano antagoniste, ma complementari. Se, per raggiungere determinati obiettivi, serve la conoscenza, allora possiamo dire che la conoscenza stessa diventa il nostro obiettivo. Ma dobbiamo ricordarci che non è, e non potrà mai essere, il nostro unico fine. Il metodo scientifico non può insegnarci altro che l’interconnessione tra i fatti e il loro reciproco condizionamento; la scienza può solo accertare ciò che è, non ciò che dovrebbe essere. Fuori dal suo ambito, serve che l’individuo insegua una meta coerente con il proprio sistema di valori e quel sistema viene dato dalla religione1.

È doveroso interpretare: lui si riferiva alla religione non come alla cieca credenza a un dio e a dei dogmi ma alla pratica spirituale che spinge l’animo umano a interrogarsi sul senso della vita e sui valori con cui vale la pena viverla.

Ispirandomi a questo, penso che, ogni volta che si fa un qualsiasi tipo di ragionamento (soprattutto politico, ed ecco che ritorno al video di prima), bisogni portare sul tavolo un ragionamento “ideale” e un ragionamento “pratico”.

Il ragionamento ideale

Il ragionamento ideale definisce la meta da raggiungere ed è influenzato da etica, filosofia e principi morali; è per questo che lo studio di queste arti, che i nostri tempi considerano inutili in quanto incapaci di generare profitto, è una cosa essenziale e che dovrebbe competere a ogni persona. Inoltre, la difficoltà del ragionamento ideale sta nel fatto che serve un grande lavoro di analisi per riassumere la complessità e le sfumature delle nostre riflessioni in un pensiero chiaro, semplice e generale.

Per esempio, poter dire “la casa deve essere un diritto di tutti” richiede prima di essersi fatti (e aver risposto a) tutta una serie di domande di carattere umano. Voglio vivere in una società che non lascia indietro nessuno e dà la precedenza a chi è economicamente debole? O preferisco che si favoreggi l’imprenditoria e il libero mercato anche a costo di precludere l’indipendenza abitativa a determinate fasce di popolazione? Fino a che punto vale la legge del più forte? Voglio che lo Stato intervenga e, se sì, in che misura? E su chi sarebbe corretto ripartire i costi di eventuali misure di correzione? La casa dovrebbe essere un diritto di tutti o solo per chi si impegna ed è utile all’economia? Ed è più utile un meccanico o un musicista? Ha avuto senso evolverci da primitivi che si facevano la guerra con clave e pietre a esseri umani che si fanno la guerra a livello economico? Le domande che ci si può porre sono infinite e raramente si riesce a mettere d’accordo tutti. Per questo, reputo che la formulazione del pensiero ideale sia la cosa più laboriosa e difficile da fare (soprattutto perché non esiste giusto e sbagliato e non c’è una risposta consultabile e univocamente corretta). È il faro nella notte che guida le nostre decisioni, va scelto estremamente bene.

Il ragionamento pratico

Una volta deciso dove vogliamo andare, va elaborato il ragionamento pratico. Questo, essenzialmente, consiste nel capire come destreggiarsi tra i limiti e i vincoli del mondo reale per avvicinarsi il più possibile al risultato voluto. È come un escursionista che, dopo aver deciso che vetta raggiungere, deve controllare quali sentieri gli conviene percorrere (visto che, difficilmente, può procedere in linea retta verso l’obiettivo). Bisogna anche fissare una soglia di tolleranza entro la quale considerare il risultato valido. Pensiamo alla fotografia: quello che fa il sensore digitale è prendere un soggetto continuo e definito e approssimarlo a una griglia di pixel colorati. È indubbio che ci sia uno scarto rispetto della realtà (sia nella fedeltà cromatica, che nella definizione dei dettagli) ma è così piccolo da venire classificato come impercettibile.

La politica è il perfetto esempio di come il ragionamento pratico dipenda fortemente dal sistema in cui ci si trova. Già solo a livello di leggi e burocrazia, quello che si potrebbe fare in poco tempo e con pochi soldi in uno stato rischia di chiedere lunghi anni e budget spropositato in un altro. Se poi vogliamo considerare anche le componenti economiche, geografiche, sociali… di una nazione, capiamo che non esiste un modo di fare le cose che sia universalmente corretto e fattibile. A volte, anche se ben pensato e con tutte le carte in regola a livello tecnico, un progetto può rivelarsi fallimentare perché proposto in un contesto culturale non adeguato. Io li vorrei i locali “smart-working & skin care” ma, purtroppo, avrebbero molto più successo in UK che qui in Italia.

Rapporto tra i due

Il succo del discorso è che penso che non si possa discutere un’idea senza portare sul tavolo entrambi i ragionamenti.

Chiaramente, bisogna tenere in conto che la profondità di elaborazione del pensiero pratico dipende fortemente dal contesto, dalla propria cultura e dalle proprie possibilità. Un normale cittadino può (e deve) sforzarsi di capire come funziona lo stato in cui vive ma è perfettamente comprensibile che non sappia cogliere in profondità tutte le sfumature che un sistema così intricato inevitabilmente comporta. E questo vale per tutti gli ambiti.

Però, il ragionamento ideale non ha scuse, deve essere sviluppato a prescindere. Me ne accorgo (faccio un altro esempio) quando si parla di intelligenza artificiale: puntualmente, arriva sempre qualcuno che la vorrebbe vietare perché ci ruberebbe il lavoro e ci farebbe diventare poveri. Lasciamo stare l’essere o il non essere d’accordo con la cosa e analizziamo l’attinenza di questo pensiero. Noi, attualmente, viviamo in un mondo che funziona così:

  1. nessuno ti regala niente;
  2. vado al lavoro per guadagnare soldi;
  3. spendo i soldi per beni e servizi di cui ho assoluta necessità.

Con l’IA verrebbe a mancare il punto 2 e, di conseguenza, il punto 3. Però, se noi vivessimo in una meravigliosa società immaginaria dove cibo, cure e casa fossero garantiti di default e il lavoro fosse libero, l’IA verrebbe accolta con successo. Abbiamo appena dimostrato che è una presa di posizione pratica perché dipende dal sistema in cui si trova e abbiamo detto prima che la sfera pratica deve essere sempre subordinata alla sfera ideale.

Un ragionamento ideale sarebbe questo: ben venga l’IA perché permetterebbe alla razza umana di progredire, proprio come è successo in passato con l’invenzione del computer, dei fidget-spinner e dei narcotici per neonati. Non c’è dubbio che poi, a livello pratico, questo richiederebbe un lavoro di transizione incredibile tra spese per la riqualificazione dei dipendenti, riduzione della pressione fiscale per permettere a tutti di lavorare meno a parità di stipendio, redistribuzione della ricchezza, regolamentazione dell’IA stessa… Ma, messa giù così, il discernimento tra ideale e pratico viene rispettato.

Ora, riguardate il video dell’inizio e capirete perché i due non vanno d’accordo: Cremaschi porta il ragionamento ideale ma non quello pratico, Boldrin viceversa. Il confronto è impossibile in quanto sono entrambi incompleti.

La messa è finita. E, come dicono sempre nei supermercati in Spagna: hola Migross!

  1. 20114587 {20114587:XWSUZHCN} 1 apa 50 default 1721 https://pocia.blog/wp-content/plugins/zotpress/
    %7B%22status%22%3A%22success%22%2C%22updateneeded%22%3Afalse%2C%22instance%22%3Afalse%2C%22meta%22%3A%7B%22request_last%22%3A0%2C%22request_next%22%3A0%2C%22used_cache%22%3Atrue%7D%2C%22data%22%3A%5B%7B%22key%22%3A%22XWSUZHCN%22%2C%22library%22%3A%7B%22id%22%3A20114587%7D%2C%22meta%22%3A%7B%22creatorSummary%22%3A%22Einstein%22%2C%22parsedDate%22%3A%222015-07-23%22%2C%22numChildren%22%3A0%7D%2C%22bib%22%3A%22%26lt%3Bdiv%20class%3D%26quot%3Bcsl-bib-body%26quot%3B%20style%3D%26quot%3Bline-height%3A%202%3B%20padding-left%3A%201em%3B%20text-indent%3A-1em%3B%26quot%3B%26gt%3B%5Cn%20%20%26lt%3Bdiv%20class%3D%26quot%3Bcsl-entry%26quot%3B%26gt%3BEinstein%2C%20A.%20%282015%29.%20%26lt%3Bi%26gt%3BPensieri%2C%20idee%2C%20opinioni%26lt%3B%5C%2Fi%26gt%3B.%20Newton%20Compton%20Editori.%20%26lt%3Ba%20class%3D%26%23039%3Bzp-ItemURL%26%23039%3B%20href%3D%26%23039%3Bhttps%3A%5C%2F%5C%2Fwww.google.it%5C%2Fbooks%5C%2Fedition%5C%2F_%5C%2Fcg43CgAAQBAJ%3Fhl%3Dit%26amp%3Bkptab%3Doverview%26%23039%3B%26gt%3Bhttps%3A%5C%2F%5C%2Fwww.google.it%5C%2Fbooks%5C%2Fedition%5C%2F_%5C%2Fcg43CgAAQBAJ%3Fhl%3Dit%26amp%3Bkptab%3Doverview%26lt%3B%5C%2Fa%26gt%3B%26lt%3B%5C%2Fdiv%26gt%3B%5Cn%26lt%3B%5C%2Fdiv%26gt%3B%22%2C%22data%22%3A%7B%22itemType%22%3A%22book%22%2C%22title%22%3A%22Pensieri%2C%20idee%2C%20opinioni%22%2C%22creators%22%3A%5B%7B%22creatorType%22%3A%22author%22%2C%22firstName%22%3A%22Albert%22%2C%22lastName%22%3A%22Einstein%22%7D%5D%2C%22abstractNote%22%3A%22Traduzione%20di%20Lucio%20Angelini%20Edizione%20integrale%20%20Albert%20Einstein%20non%20appartiene%20a%20quel%20gruppo%20di%20studiosi%20che%20si%20chiudono%20nella%20%5Cu00abtorre%20d%5Cu2019avorio%5Cu00bb%20del%20loro%20lavoro%20di%20ricerca%2C%20immemori%20del%20mondo%20che%20li%20circonda.%20Al%20contrario%2C%20%5Cu00e8%20sempre%20stato%20un%20osservatore%20acuto%20e%20critico%20delle%20tendenze%20e%20dei%20problemi%20del%20suo%20tempo.%20In%20questo%20senso%2C%20i%20discorsi%2C%20gli%20articoli%2C%20le%20lettere%20e%20gli%20appelli%20raccolti%20in%20questo%20volume%20rispecchiano%20non%20solo%20le%20posizioni%20scientifiche%20e%20filosofiche%20dell%5Cu2019autore%2C%20ma%20anche%20gli%20atteggiamenti%20politico-sociali.%20Un%20documento%20straordinario%20che%20ci%20restituisce%20nella%20sua%20interezza%20e%20profondit%5Cu00e0%20il%20pensiero%20di%20uno%20dei%20pi%5Cu00f9%20grandi%20scienziati%20del%20nostro%20tempo.%20Albert%20Einsteinnacque%20a%20Ulm%2C%20in%20Germania%2C%20nel%201879.%20Fu%20direttore%20dell%5Cu2019Istituto%20Kaiser%20Wilhelm%20di%20Berlino%20fino%20al%201933%2C%20anno%20in%20cui%20fu%20costretto%20dai%20nazisti%20a%20lasciare%20la%20Germania.%20Si%20trasfer%5Cu00ec%20negli%20Stati%20Uniti%2C%20dove%20insegn%5Cu00f2%20nell%5Cu2019Universit%5Cu00e0%20di%20Princeton.%20Nel%201916%20enunci%5Cu00f2%20la%20sua%20teoria%20della%20relativit%5Cu00e0%20generale%20che%20rivoluzion%5Cu00f2%20i%20concetti%20di%20spazio%20e%20tempo.%20Nel%201921%20ricevette%20il%20premio%20Nobel%20per%20le%20sue%20ricerche%20sull%5Cu2019effetto%20fotoelettrico.%20Mor%5Cu00ec%20a%20Princeton%20il%2018%20aprile%201955.%20Di%20Albert%20Einstein%20la%20Newton%20Compton%20ha%20pubblicato%20Come%20io%20vedo%20il%20mondo%20-%20La%20teoria%20della%20relativit%5Cu00e0%2C%20Pensieri%2C%20idee%20e%20opinioni%2C%20Il%20significato%20della%20relativit%5Cu00e0%20e%20Il%20mondo%20come%20io%20lo%20vedo.%22%2C%22date%22%3A%222015-07-23%22%2C%22originalDate%22%3A%22%22%2C%22originalPublisher%22%3A%22%22%2C%22originalPlace%22%3A%22%22%2C%22format%22%3A%22%22%2C%22ISBN%22%3A%229788854183131%22%2C%22DOI%22%3A%22%22%2C%22citationKey%22%3A%22%22%2C%22url%22%3A%22https%3A%5C%2F%5C%2Fwww.google.it%5C%2Fbooks%5C%2Fedition%5C%2F_%5C%2Fcg43CgAAQBAJ%3Fhl%3Dit%26kptab%3Doverview%22%2C%22ISSN%22%3A%22%22%2C%22language%22%3A%22it%22%2C%22collections%22%3A%5B%5D%2C%22dateModified%22%3A%222026-05-04T09%3A43%3A25Z%22%7D%7D%5D%7D
    Einstein, A. (2015). Pensieri, idee, opinioni. Newton Compton Editori. https://www.google.it/books/edition/_/cg43CgAAQBAJ?hl=it&kptab=overview
    ↩︎