Alternative digitali

Sto cercando delle alternative a Microsoft, Adobe e compagnia bella… Scrivo qui gli aggiornamenti su come va.

Introduzione

Windows fa sempre più cacare, è ora di passare a Linux.

Per chi non lo sapesse, Linux è una famiglia di sistemi operativi open-source, cioè il cui codice è liberamente accessibile agli utenti. Questo significa che la community può non solo contribure a risolvere alcuni problemi o bug che si presentano, ma anche smascherare eventuali furbate che rischiano di ledere l’integrità e la sicurezza dei propri dati (ecco perché, generalmente, è considerato più sicuro).

Linux non è un sistema operativo unico: ne esistono diverse versioni, dette distro (distribuzioni), e ogni distro è differente per filosofia, velocità, interfaccia grafica… Bisogna provarne diverse e trovare quella che piace di più, come ho fatto io.

20 ottobre 2026

Il mio primo tentativo è stato con Fedora, famoso per essere un progetto all’avanguardia, stabile e aggiornato. Ho scelto la versione Fedora KDE Plasma Desktop e mantenuto questa distro per un paio di settimane, durante le quali ho avuto modo di sperimentare con alcune funzionalità molto carine: KDE Plasma permette di personalizzare al massimo l’interfaccia grafica ed è possibile formattare volumi di memoria (sia del PC, che chiavette USB) con diversi file system, con la possibilità di criptare con LUKS. Sicuramente, queste possibilità ci sono anche su Windows, non lo metto in dubbio (vi sento che mi svangate già i raccoglitori spermatozoici), dico soltanto che Linux li rende facilmente disponibili e semplici da usare.

Le seccature che mi hanno un po’ fatto desistere sono state due: lo scarso supporto alle gestures del touchpad (che uso molto, su portatile) e la difficoltà a trovare una procedura completa, chiara e affidabile per installare i driver NVIDIA da terminale. Nonostante la scheda grafica che monto sia una NVIDIA GeForce GTX 1050 Ti (che è uscita nel 2016-2017, se non sbaglio), i driver ufficiali non sono ancora nel repository di Fedora, il che costringe a installare dei repository di terze parti tramite procedure macchinose e confusionarie (e quella cristoddio di IA non aiuta per niente, fidatevi). Alcuni utenti l’hanno spiegato così: visto che la filosofia di Fedora è di sposare al 100% l’open-source, qualsiasi software che sia costruito in casa e non reso accessibile liberamente agli utenti (come, appunto, fa NVIDIA con i suoi driver) non viene implementato con troppa puntualità. È giusto? È sbagliato? Non lo so, ma è una rottura di cazzo.

Dopo essere passato brevemente a Fedora Workstation (maggiore supporto per il touchpad ma stessi limiti della distro precedente), ho deciso di cambiare completamente e passare a Pop!_OS COSMIC, sviluppata da System76 e basato su Ubuntu. Ho scelto questa distribuzione per il semplice motivo che si configura automaticamente con la scheda grafica NVIDIA e fornisce un ambiente già pronto anche per poter installare Steam e videogiocare. Sicuramente, avrei potuto impostare tutto anche su Fedora o in altri sistemi operativi, ma ‘sti cazzi: voglio qualcosa che sia semplice e che si configuri il più possibile da solo, non ho grandi pretese. In ogni caso, mi sto trovando bene e il look giovanile mi dà la sensazione di stare usando un prodotto ben pensato.

Inoltre, su Linux, non ho accesso a OneDrive (se non via browser); in sua sostituzione, sto provando a utilizzare pCloud, un cloud europeo che permette sia di acuistare una licenza perpetua (che trovo economica, tutto sommato), che di criptare i dati online (sempre sganciando sonanti monetine). È disponibile per tutti i sistemi operativi e per mobile, lo trovo molto comodo.

20 ottobre 2026

Word ed Excel sono belli, ma mi costano 10 € al mese e non funzionano su Linux (se non via browser). Ho provato brevemente LibreOffice, completamente gratuito e open-source, ma che pecca di alcune funzionalità intermedie di cui ho spesso bisogno (per esempio, non c’è l’equivalente della funzionalità “Tabelle” di Excel, cosa che mi rende più macchinoso elaborare i dati). Inoltre, l’interfaccia grafica un po’ datata richiede di abituarsi alla nuova disposizione dei pulsanti.

Adesso sto provando ONLYOFFICE, suite gratuita (per i privati) che contiene editor di testo, fogli di calcolo ed editor di presentazioni e che funziona anche su Linux e mobile. L’interfaccia è molto moderna e la usabilità di tutte le varie funzioni rispecchia quella dei prodotti Microsoft. La sede legale è in Lettonia ma il programma è open-source (tutto il codice è su GitHub) ed è GDPR Compliant.

20 ottobre 2026

Spotify è uno dei servizi di streaming musicale che paga meno gli artisti (circa 0,003-0,005 $ per stream), quindi ho deciso di sostituirlo. Sto usando Qobuz da febbraio 2026, ecco cosa mi piace:

  • paga gli artisti molto di più, circa 0,018 $ per stream;
  • è più trasparente e severa per quanto riguarda algoritmi e materiale creato con IA;
  • propone articoli, recensioni e interviste nella sua sezione Magazine, che trovo molto curata;
  • offre diverse qualità di ascolto e download (tra cui MP3, CD 16-Bit e Hi-Res 24-Bit), ottime per chi pensa di comprare delle buone cuffie o un mini impianto audio;
  • offre la possibilità di comprare alcune canzoni o interi album (e, quindi, di poterle ascoltare senza abbonamento).

Di contro, manca il supporto ai podcast (ho ripiegato su Pocket Casts, gratuito) e la sua scarsa diffusione rende difficile condividere le playlist con gli amici.

Ho fatto l’abbonamento annuale e l’ho pagato 150 €; più di Spotify, ma non me ne pento minimamente.

20 ottobre 2026

Adobe e i suoi abbonamenti mi hanno rotto il cazzo, ma sono troppo incapace onesto per piratare i programmi.

Per la post-produzione fotografica, sono passato a ON1 Photo Raw, di cui ho acquistato la licenza perpetua scontata a 50-60 €. Le funzionalità sono le stesse di Lightroom, a cui si aggiungono i livelli di Photoshop. Per le mie esigenze, è più che sufficiente: facendo solo un po’ di ritaglio e di correzione dei colori, ho bisogno di un software con un’interfaccia intuitiva e che non mi costringa a cercare le funzioni tra i menù (cosa che mi è capitata con RawTherapee e darktable, entrambi gratuiti e open-source).