Digger

Regia: Alejandro González Iñárritu

Scrittura: Alejandro G. Iñárritu, Alexander Dinelaris Jr., Nicolás Giacobone, Sabina Berman

Cast: Tom Cruise, Riz Ahmed, John Goodman, Jesse Plemons, Sandra Hüller, Sophie Wilde

Durata: 2 ore e 8 minuti

Data di uscita italiana: 1 ottobre 2026

Titolo originale: Digger

Data di uscita originale: 22 settembre 2026 (Leicester Square)

Lo consiglio?

Potete chiudere questa pagina e andare a vederlo ad occhi chiusi, senza leggere cosa ne penso o vedere alcun trailer (sono davvero fatti male), vi garantireste l’esperienza migliore. Che cerchiate leggerezza, coinvolgimento, stupore o un messaggio importante, Digger ve lo darà e ve ne farà sentire entusiasti!

Recensione bang bang

Ah, volete leggere? Va bene, fate quel cazzo che volete. Un minimo di spoiler ve lo devo fare, vi avviso, non auguratemi un blocco vertebrale durante attività ricreative dalla marcata ispirazione d’Annunziana.

Digger Rockwell (Tom Cruise) è un vecchio e rugoso miliardario, cliché del classico uomo d’affari anni ’80 pronto a dare fuoco al mondo pur di fare contenti gli azionisti. Il suo amore smisurato per il petrolio gli fa combinare il patatrac e il film lo vedrà destreggiarsi tra riunioni operative, accuse pubbliche e incontri con il presidente per riuscire a togliersi un Volvo A60H di popò di dosso.

Sto parlando di lui.

Bastano i primi 5 minuti per venire catturati dalla performance di Tom Cruise, dalla regia di Iñárritu e dalla fotografia di Emmanuel Lubezki (Gravity, Birdman e Revenant – Redivivo). Quello che all’inizio stupisce e stranisce diventa, con il susseguirsi delle scene, sempre più sensato e familiare. Sembra di trovarsi in un sogno grottesco, teatrale e caricaturale: la recitazione sopra le righe, gli elementi dello scenario visibilmente farlocchi, la stupidità dichiarata di ogni personaggio…

Questo film parla della responsabilità che le élite hanno su noi poveri disperati e di come politica e mass media ignorino serenamente i dati della comunità scientifica per dare spettacolo con discorsi populisti che inneggiano al raggiungimento di un benessere mitico ma insostenibile. Il bello è che lo fa mettendo in piedi situazioni così assurde che è impossibile che lo spettatore non pensi “tutto questo è uno scherzo, non esiste che quella gente sia così stupida”, il problema è che queste dinamiche riflettono 1:1 il mondo in cui viviamo! Non a caso, un titolo alternativo potrebbe essere 100 sfumature di Trump.

L’eroico ispiratore di questo gioiellino.

Il cast è perfetto dall’inizio alla fine e le poco più di due ore di visione passano leggere e senza annoiare mai. Concludo affermando che, durante moltissime scene (una in particolare), non potrete che restare estasiati nel notare come musica, movimenti di macchina, scelta degli obiettivi, luci, recitazione e disposizione dei personaggi sul set collaborino con precisione e studio estremi per costruire delle sequenze che definirei semplicemente sensazionali.

Film assolutamente promosso!

Link esterni

Mi sono ispirato ai seguenti video.

Recensione di Bresca – Extra →

Recensione di JeruS →

Recensione di Inno al Cinema →