Recensione bang bang
Il film ha una storia molto semplice, che è quella mostrata nel trailer. Bear (Michael Johnston) è innamorato di Nikki (Inde Navarrette), piccola puledra strafattona che fa parte del suo giro di amici. Essendo lui molto timido, esprime un desiderio: vuole che Nikki lo ami più di chiunque altra al mondo. Prevedibilmente, lei diventa ossessiva, gli rompe il cazzo a manetta e lui cerca di ribaltare la situazione. Fine. Se la trama può scoraggiare qualsiasi forma di interesse, ripensateci. Io stesso mi sono rifiutato di andare a vedere questo film immaginandone la prevedibilità e la monotonia; eppure, dopo aver visto che le proiezioni sono rimaste per diverse settimane e che le recensioni su YouTube fioccavano, gli ho dato una possibilità. Best scelta di quest’anno.
A mani bassissime, dico che è il prodotto fatto meglio tra tutti quelli che ho visto in questo 2026. Sì, la storia è banale, ma è come viene rappresentata che è meraviglioso. I primi 20 minuti passano tranquilli (servono per definire efficacemente il contesto), ma poi si parte in quarta. Le intenzioni sono chiare: questo è un horror fino in fondo, non pensate che l’assenza di mostri e fantasmi impedisca di portare inquadrature buie, reazioni inaspettate, elementi creepy e una forte senzazione di disagio percepito. Anche i jumpscare, rari e non scontati, sono stati gestiti bene.
Questa pellicola mi è piaciuta perché fa quello che deve fare un horror con le palle: trattare un tema sociale attuale (ossessione, manipolazione e isolamento nelle relazioni) e indurre una sintonia tale con i protagonisti da farti vivere i loro stessi sentimenti di pazzia, ansia, carenza e angoscia. Io non vedevo l’ora che finisse, quindi ha funzionato alla grande.
Concludo spendendo qualche parola sulla realizzazione. Questo è il debutto cinematografico dello youtuber Curry Barker, che aveva precedentemente realizzato il cortometraggio The Chair (25 minuti della vostra vita, qui il link). Mi piace questo trend di dare i schei alla gente capace trovata su internet. Apprezzata anche la scelta del formato 3:2 e della fotografia, che affianca alle ampie zone in ombra i toni caldi delle luci o il blu freddo della notte, creando un’atmosfera curatissima. Infine, lode ai due attori protagonisti: se Michael Johnston riesce a stupire già dall’inizio per la sua capacità di impersonare un ragazzo pieno di ansie e insicurezze, Inde Navarrette asfalta alla grande con la sua espressività contemporaneamente caricaturale e credibile. Sorrisi tirati, facce deluse, pianti, scatti d’ira e cambi d’umore improvvisi… Poesia. Non me ne sono innamorato solo perché il film mostra chiaramente le controindicazioni.
Lo consiglio?
Ne sono stata entusiasta. Il miglior film del 2026 (finora).
Il momento che mi è piaciuto di più è, senza dubbio, quello in cui Nikki si nasconde nell’angolo della stanza per guardare Bear dormire. La bellezza di questa scena sta nel fatto che fa paura non solo per come viene proposta visivamente a noi del pubblico, ma che farebbe paura anche se la vivessimo noi in prima persona. Pensate di svegliarvi nella vostra stanza e di vedere una figura in ombra in un angolo, con la leggera luce della luna che ne deforma il volto sorridente fino a farlo diventare maligno. Faccio 3 infarti PD! Curry Barker è riuscito a includere un elemento demoniaco senza ricorrere ai demoni, bravissimo!
Inoltre, ho trovato geniale l’idea di far restare Nikki immobile in certi momenti. Oltre al fatto che si crea immediatamente una carica di tensione incredibile (sei lì che aspetti che succeda qualcosa di scagazzoso da un momento all’altro), questa scelta contribuisce a caratterizzare Nikki come un qualcosa di rotto, di finto; come se la sua natura umana fosse stata sostituita da un programma, da un costrutto fatto di soli servilismo e utilità. Se in Neon Genesis Evangelion le scene di immobilità portavano un’aura di riflessione e introspezione quasi pacifica, qui sembra di aver davanti una bomba che sta per esplodere.
Amate/odiate anche tutte le urla di sclero.